Lesione enorme Prof. Riccardo Cardilli



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Lesione enorme
Prof. Riccardo Cardilli
i. Bilateralità genetica: principio classico e laesio enormis
D.19,2,22,3 Paul. l.34 ad ed.

«Quemadmodum in emendo et vendendo naturaliter concessum est quod pluris sit minoris emere, quod minoris sit pluris vendere et ita invicem se circumscribere, ita in locationibus quoque et conductionibus iuris est».


Allo stesso modo in cui nel comprare e nel vendere è concesso naturalmente che ciò che valga di più sia acquistato a meno e ciò che valga meno sia venduto ad un valore maggiore, ed in tal modo reciprocamente circuirsi, così anche nelle locazioni conduzioni si applica tale diritto.
C.4,44 [De rescindenda venditione]

2: Impp.Diocletianus et Maximianus AA. Aurelio Lupo



Rem maioris pretii si tu vel pater tuus minoris pretii distraxit, humanum est, ut vel pretium te restituente emptoribus fundum venditum recipias auctoritate intercedente iudicis, vel, si emptor elegerit, quod deest iusto pretio recipies. minus autem pretium esse videtur, si nec dimidia pars veri pretii soluta sit. PP.v k.Nov.Diocletiano A. II et Aristobulo conss. [a.285]
Imperatori Diocleziano e Massimiano Augusti ad Aurelio Lupo (rispondono con rescritto)

Se te o tuo padre vendeste a minor prezzi una cosa di maggior prezzo, è umano che o tu riceva indietro dai compratori il terreno venduto, con l’intervento dell’autorità del giudice, una volta che tu abbia restituito loro il prezzo, o se il compratore lo preferisca, tu riceva quanto manca al giusto prezzo. D’altronde si considera un prezzo minore se sia stato pagato meno della metà del vero prezzo. Rescritto pubblicato nei cinque giorni precedenti alle calende di novembre, durante il secondo consolato di Diocleziano e il consolato di Aristobulo.

3: Idem AA. et CC. Titiae et Marcianae

De contractu venditionis et emptionis iure perfecto alterutro invito nullo recedi tempore bona fides patitur, nec ex rescripto nostro. quo iure fiscum nostrum uti saepe constitutum est. D.VIII id. Febr. AA.conss. [a.293]

Gli stessi imperatori Augusti e Cesari a Tizia e Marciana

La buona fede non sopporta che in relazione ad un contratto di compravendita perfezionato secondo diritto possa da esso recedersi in nessun caso e tempo contro la volontà di uno dei contraenti, nemmeno in base al nostro rescritto, che per il nostro fisco spesso è stato stabilito di usare come conforme al diritto.

4: Idem AA. et CC. Sempronio Eudoxio



Ad rescindendam venditionem et malae fidei probationem hoc solum non sufficit, quod magno pretio fundum comparatum minoris distractum esse commemoras. D. non. April Byzantio AA.conss. [a.293]

Gli stessi imperatori Augusti e Cesari a Sempronio Eudossio

Non è sufficiente per rescindere la vendita e provare la mala fede (della controparte) solo il fatto che tu dimostri che il fondo venduto a minor prezzo sia stato acquistato ad un prezzo grande.
6: Idem AA. et CC. Novisio Gaiano veterano

Non est probabilis causa, propter quam rescindi consensu factam venditionem desideras. quamvis enim duplum offeras pretium emptori, tamen invitus ad rescindendam venditionem urgueri non debet. [a.293].

Gli stessi imperatori Augusti e Cesari al veterano Novisio Gaiano

Non è ragione plausibile quella in ragione della quale tu desideri rescindere la vendita perfezionata consensualmente. Sebbene infatti tu abbia offerto il doppio del prezzo al compratore, ciò nonostante non deve essere costretto se non voglia rescindere la vendita.

7: Idem AA. Et CC. Mucatraulo milit



Ratas manere semper perfectas iure venditiones vestra etiam interest. Nam si oblato pretio rescindere venditione facile permittatur, eveniet, ut et si quid vos laboribus vestris a fisco nostro vel a privato comparaveritis, eadem lege conveniamini, quam vobis tribui postulatis. [a.293]

È anche nel vostro interesse che le compravendite perfezionate secondo diritto restino sempre stabili. Infatti, se si permetta con leggerezza di rescindere la vendita una volta pagato il prezzo, accadrebbe che anche se voi con il vostro lavoro abbiate comprato qualcosa dal nostro fisco o da un privato, potreste essere convenuti in giudizio in base alla stessa legge che voi chiedete vi sia riconosciuta.


8: Idem AA. et CC. Aureliae Euodiae

Si voluntate tua fundum tuum filius tuus venumdedit, dolus ex calliditate atque insidiis emptoris argui debet vel metus mortui vel cruciatus corporis imminens deteggi, ne habeatur rata venditio. hoc enim solum, quod paulo minori pretio fundum venumdatum significas, ad rescindendam emptionem invalidum est. quod videlicet si contractus emptionis atque venditionis cogitasses substantiam et quod emptor viliori comparandi, venditor cariori distrahendi votum gerentes ad hunc contractum accedant vixque post multas contentiones, paulatim venditore de eo quod petierat detrahente, emptore autem huic quod obtulerat addente, ad certum consentiant pretium, profecto prospiceres neque bonam fidem, quae emptionis atque venditionis conventionem tuetur, pati neque ulla rationem concedere rescindi propter hoc consensu finitum contractum vel statim vel post pretii disceptationem: nisi minus dimidia iusti pretii, quod fuerat tempore venditionis, datum est, electione iam emptori praestita servanda. D. k. Dec. AA. conss. [a.293].
Gli stessi imperatori Augusti e Cesari ad Aurelia Euodia

Se per tua volontà, tuo figlio ha venduto un tuo fondo, deve argomentarsi sul dolo posto in essere dai raggiri e dalle insidie del compratore, o dal timore della morte o da un’imminente violenza sul corpo, affinché possa non aversi rata la vendita. Infatti, per ciò solo quanto tu affermi che il fondo sia stato venduto a poco minor prezzo, non è valido a rescindere la vendita. Dato che se ad esempio tu avessi valutato la sostanza del contratto di compravendita e poiché il compratore abbia gerito la cosa per comprare a meno e il venditore a vendere a più, a quel concreto contratto siate addivenuti ed in particolare dopo molte trattative, lentamente il venditore sottraendo qualcosa alla sua richiesta, mentre il compratore aggiungendo qualcosa all’offerta, prestando il consenso ad un determinato prezzo, senza dubbio ti renderai conto che né la buona fede, che è posta a tutela dell’accordo sulla compravendita, sopporta né altra ragione che possa concedersi di rescindere per ciò solo il contratto perfezionato col consenso sia subitaneamente sia dopo una discussione sul prezzo. Salvo che sia stato dato meno della metà del giusto prezzo (che avrebbe dovuto pagarsi) al momento di conclusione della compravendita, facendo salva la scelta garantita al compratore.


ii. Da Costantino a Giustiniano
C.Th. 1, 2, 2 [= Brev. 1, 2, 1]

Idem A. ad populum. Contra ius rescribta non valeant, quocumque modo fuerint inpetrata. Quod enim publica iura prescribunt, magis sequi iudices debent. P(ro)p(osita) IIII kal. Septemb. Romae Constantino A.IIII et Licinio IIII conss.
Lo stesso imperatore Costantino al popolo

I rescritti contrari al diritto non valgono, in qualsiasi modo siano stati conseguiti. Quanto infatti prescrivono i diritti pubblici , deve essere applicato dai giudici. Affissa per pubblicazione il 29 agosto 315 d.C. a Roma, durante il quarto consolato di Costantino Augusto e il quarto consolato di Licinio.

CTh. 3, 1, 1 = Brev. 3, 1, 1

Imp. Constant(inus) A. ad Profuturum p(rae)f(ectum) annonae. Venditionis atque emptionis fidem nulla circumscription [Gothofr.] violentia facta rumpi minime decet. Nec enim sola pretii vilioris querella contractus sine ulla culpa celebratus litigioso strepitu turbandus est. p(ro)p(osita) id. aug. Constantino A. v et Licinio C. conss.

L’imperatore costantino augusto a profuturo prefetto dell’annona

Non è lecito in nessun modo rompere l’affidamento ingenerato da una compravendita, senza che sia stato compiuto raggiro o violenza. Infatti, il contratto celebrato senza nessuna colpa non si deve turbare con strepito litigioso per una questione di prezzo più vile. Affissa per pubblicazione il 13 agosto 319 d.C., Costantino Augusto e Licinio Cesare consoli.


C.Th. 3, 1, 4 = Brev. 3, 1, 4

Impp. Grat(ianus), Valentin(ianus) et Theod(osius) AAA. ad Hypatium p(raefectum) p(raetori)o. Quisquis maior aetate atque administrandis familiarum suarum curis idoneus conprobatus praedia etiam procul posita distraxerit, etiamsi praedii forte totius quolibet casu minime facta distractio est, repetitionis in reliquum pretii nomine vilioris copiam minime consequatur...
IMPERATORI GRAZIANO, VALENTINIANO e teodosio augusti ad ipazio prefetto del pretorio

Chiunque, maggiore d’età e di comprovata idoneità alla cura ed amministrazione anche dei suoi beni familiari, abbia venduto i terreni situati lontano, anche se di tutto il terreno per un qualche caso non sia stata fatta la vendita, non può conseguire la facoltà di ripetizione nel restante in ragione del prezzo più vile… (2 maggio 383 d.C.)


Codex Euricianus 294 (476 d.C.)

Venditionis haec forma serve(tur, ut) [seu m]ancipia seu quodlibet animalium ge[nus v]enditur, nemo propterea firmitatem [vendi]tionis inrumpat, quod dicat, rem vili [prae]tio vendidisse.
Si rispetta la forma della vendita, sia si venda una cosa, sia servi, sia qualsiasi genere di animali. Nessuno rompa la stabilità della vendita affermando di aver venduto la cosa ad un prezzo vile.
Breviarium Alaricianum (506 d.C.)

Interpretatio [ad C.3, 1, 1]. Cum inter ementem atque vendentem fuerit res definito pretio conparata, quamvis plus valeat quam ad praesens venditur, hoc tantummodo requirendum est, si nihil fraudis vel violentiae egit ille, qui comparasse probatur et si voluerit revocare qui vendidit, nullatenus permittattur.

Interpretazione a CTh. 3, 1, 1: Essendo stata comprata una cosa tra compratore e venditore, con definizione del prezzo, sebbene la cosa valga di più di quanto sia stata in realtà venduta, soltanto ciò deve verificarsi, che nessuna violenza o frode abbia compiuto il compratore e se il venditore voglia revocare la vendita, ciò non è in nessun modo permesso.


Interpretatio [ad C.3, 1, 4]. Quaecumque persona iam perfecta aetate domum suam regere potest, si villam, domum vel quodlibet aliud habita pretii definitione vendiderit et forsitan postea opponere velit, quod minus pretii acceperit, quam res valebat, quia forte agrum, quem vendidit, longe positus ignorasse se dicat, non ideo venditio poterit revocari, quia aetas perfecta potuit scire quid venderet aut quo pretio res vendenda valere potuisset.

Interpretazione a CTh. 3, 1, 4: Chiunque già di maggiore età amministra la sua casa, se abbia venduto il casale, la casa o qualsiasi altra abitazione, definitone il prezzo, e poi voglia opporsi alla vendita perché ricevette un prezzo minore del suo valore, e ciò in ragione del fatto che ad esempio il terreno che vendette si trovava lontano ignorandone il valore, ciò non è sufficiente per revocare la vendita, perché maggiorenne avrebbe dovuto conoscere cosa vendeva o quanto la cosa in vendita valeva.



Interpretatio [ad C. 3, 1, 7]. Cum inter duas quascumque personas de pretio cuiuscumque rei convenerit, quamvis vilius quam valebat res fuerit conparata, nullatenus revocetur.

Interpretazione a CTh. 3, 1, 7: Quando tra due persone sia stato convenuto il prezzo di una cosa, sebbene essa fosse stata comprata ad un valore più vile del suo valore reale, in nessun caso la vendita è revocabile.


iii. LA TRADIZIONE ROMANO-COMUNE
1. Glossatori
A. Aequitas conventionis e aequitas rei


  • Gl. “ista lex” a C. 4, 44, 8: ...bene licet sese ad invicem decipere contrahentes, dum tamen non se decipiant ultra dimidiam iusti pretii.




  • Gl. “quia in taliququi a C. 4, 44, 2: iniquum est ut pro minori res detur quam valeat: sed tamen pacti equitate rei toleratur iniquitas, quamvis minus detur quam res sit. sed si adeo minus detur ut non sit toleranda, veluti si minus est dimidia iusti pretii, res ita corrigetur...




  • Gl. “id est aequum ququi a C. 4, 44, 2 : ‘humanum’ idest de equitate, que est iuri stricto preferenda, ut supra, de iudiciis l. placuit (C. 3, 1 , 8). Que equitas efficit ut hic iniquitas pacti equitate non toleretur, cum ultra dimidiam iusti pretii extendatur. si autem infra dimidiam subsisteret tunc toleraretur,. quia licitum est contrahentibus naturaliter inter se circumscribere in pretio emptionis et venditionis.




  • Gl. ‘quia iste contractus’ a C. 4, 44 rubr.: Resolvitur venditio sive rescindatur, sive ab ea recedatur. Rescinditur cum hec vitia coherent ei: dolus, metus, vel si nec dimidia iusti pretii data sit, aut si plus duplo datum sit: nam et hec similis equitas est. Quorum duo, idest dolus et metus, omnino eam rescindunt; tertium ita demum si emptor iustum pretium supplere nolit, aut venditor iniquitatem rei corrigere nolit.

B. Rinuncia all’azione nella prassi ed atteggiamento della scuola




  • Rainerius de Perusio, Ars Notaria (a. 1155) n. 516, p. 436 : ... praeterea si quod jus vel actio vel privilegium ad rescindendam supradictam venditionem mihi competit... omnibus renuntio. ; (a. 1158) n. 400, p. 579: quamvis supradicta que tibi libera et absoluta voluntate vendimus, ultra duplum pretii definiti valeant, hac tamen occasione nos non retracturus, nec quo deest justo pretio petiturus sive exacturus promittimus.




  • Placentinus, in codicis domini Iustiniani libros IX summa, ad C. IV, 44 : Dabitur autem praedicta rescindendi licentia , iudicio meo, etiam illi emptori qui iuraverit se controversiam non moturum nec contra venditionem venturum, quippe nec rem facit invenditam, nec praecise agit ut res retradatur.




  • Gl. ‘sed qua actione’ ad C. 4, 44, 2: nos contra, quia quodam modo videtur agere ad rescissionem...

C. Dimidium o duplum




  • Dissensiones dominurum 253 (ed. Haenel, Leipzig, 1834, p.427) : Pla(centinus), Al(bericus) et M(artinus et alii sapientes ... dicunt quod non potest agere, nisi si deceptus in duplum. Et hoc ita probatur : lex dicit quod tunc potest rescindere venditionem, si non habet dimidiam iusti pretii. Hoc ita intellegi, si sit deceptus in duplum : nam deceptus est in duplum, quia ipse venditor debuisset accepisse decem, et non accepit nisi quattuor. Unde deceptus est ultra duplum quod debuisset accepisse. Per similitudinem et iste emptor, qui emit rem quae valebat decem pro sedecim, non est deceptus in duplum, nisi viginti dedisset : unde non ei subvenitur.




  • Azo a C. 4, 44, 2: Ut res valet decem, vendidit pro quattuor: nam apparet eum in sex deceptum. Sicut et in emptore decepto: res valet decem et praestat sedecim. Si enim deciperetur in quinque tantum non ageret, quia quinque sunt dimidia decem: sed si sex dederit ultra decem, iam est deceptus ultra dimidiam: et ideo aget. Sed quidam dicunt quod necessarium est ut dduplum veri pretii et ultra dederim. Quod nulla lex dicit, et nihil est quod dicunt: nam qua ratione venditor in sex deceptus agit, eadem et emptor.




  • Gl. ‘quid si iste venditor’ (da Biblioteca Vaticana Pal. lat. 763, fol. 53 r. b) ad C. 4, 44, 2: ... Item habebit locum si ponas emptorem simili modo deceptum, ut ipse possit agere ut dedecipiatur vel ut recipiatur ? Respondent quidam: sic. Et ponunt sic: res valebat communi estimatione decem, vendita est pro quindecim et uno denario ultra. Nos aliter ponimus, scilicet si vendita est pro viginti et aliquo denario ultra, vel amplius. Et sic est deceptus ultra dimidiam iusti pretii: est enim dimidia decem quinque. Item si queras quando venditor est deceptus, sic pono: cum vendita est pro minori quantitate quinque.




  • Gl. ‘Sed qua actione’ ad C. 4, 44, 2 segue Azone

D. Dalla compravendita a tutti i contratti di buona fede




  • Azo, Summa codicis ad 4, 44: quod dixi in venditione, ad quemlibet contractum bonae fidei extenditur.




  • Accursio in Gl. ‘sed qua actione’ ad C. 4, 44, 2: Illud autem constat in aliis bonae fidei contractibus habere locum legem istam.




  • Odofredo, Lectura codicis 4, 44, 2: Unde habet locum haec lex in omnibus contractibus bonae fidei et in omnibus qui sunt similes emptioni...

2. I Commentatori


A. Rinuncia e sua validità


  • Bartolo da Sassoferrato (1314-1357) Comm. ad l. si quis cum aliter (D. 45, 1 , 36): Sed an remedio huius legis possit renunciari, scilicet exceptioni doli, quoniam dolus inest re ipsa ? Videtur quod non, quia hic est dolus futurus, qui committitur cum petitur... Dic contra. quia ex eo quod huic beneficio renunciat de presenti, cessabit dolus tempore petitionis. Non autem puto quod sufficiat simpliciter renunciare exceptioni doli, nisi exprimatur de hac lege, vel qui tantundem importet; nam istud renunciare est donare... et sic ad modica refertur, nisi exprimatur ut dixi.




  • Paolo di Castro (1394-1441): ad C. 4, 44, 2: quarta conclusio, quia si renuntiavit specialiter provisioni hujus legis seu fraudi dupli, valet renunciatio etiamsi constat quod ignorabat verum pretium...




  • Rebuffus (┼ 1557): Tractatus de rescind. contract. : etiamsi renunciassit omni legum auxilio, etiamsi ille esset sagax et astutus, quia quia renunciatio ad modicum etiam extenditur et non ultra dimidiam [...] et quia notarius ex stilo hoc solet apponere ac eadem facilitate qua vendit modico pretio renunciat [...] etiamsi speciatim huius legis beneficio renuntiasset, et hoc patet ex praedictis, quia hoc remedium ex humanitate procedit [...] et humanior est opinio sequenda et quia partes de hac enormi lesione non cogitarunt, et si cogitassent, tamen humanum est illis succurri...

B. ‘Iuramentum e diritto canonico




  • Cino da Pistoia (1270-1336): ad C. 4, 44, 2: pone quod aliquis maior est deceptus et iuravit non contravenire, numquid huius legis, uti poterit ? dicit glossa et sic tenent moderni quod sic. et hoc probant sic: ubicumque vi simplicis conventionis non valet contractus, nec valebit tunc vi juramenti interpositi: sed hic non valet iure conventionis, ut dicit lex ista [...] Praeterea hic non venitur precise contra, sed agitur ut illud aut illud consequatur [...] Petrus hoc non approbat: immo dicit quod non potest uti beneficio huius legis maior qui iuravit non contravenire, quia sici iurando videtur renuntiare, et sici vi simplicis renuntiationis sibi praeiudicat. Non obstat praedictum argumentum quod verum concludit vi iuramenti, sed hoc vi renuntiationis repellitur. Praeterea ipse venit contra praemissa et iuramentum, maxime iure canonicum, ipsum excludit. Non obstat quod dicunt quod hic agit ut alterum consequatur rem vel pretium, nam ex quo ita agitur ut sibi res restituatur, tunc ad rescindendam agit et venit contra.




  • Bartolo: ad C. 4, 44, 2: Quaero si maior qui vendidit iuravit non venire contra, an per juramentum perdat beneficium huius legis Gl. tenet quod sic [...] quod intellige nisi fuerit dolo vel metu inductus, quia tunc et de iure canonico non tenetur ad observantiam juramenti.




  • Rebuffus (┼ 1557): Tractatus de rescind. contract. : quando laesus iurasset non venire contra venditionem, non poterit tunc petere illius rescissionem [...] et ista est communis conclusio.

C. Lesione e donazione




  • Cino da Pistoia (1270-1336): ad C. 4, 44, 2: Item quaero iuxta hoc de tali quaestione, pone quod venditor rem valentem X vendidit pro IV, et si quid ultra valeret, dixit se donaturum, an tunc habebit locum haec lex ? Quidam moderni dicunt quod non, quia talis contractus bene valet... tamen quidam moderniores dicunt contrarium, scil. quod haec lex locum habeat et donatio habetur pro nulla in hoc casu, quod sic esset quaedam mixtura contrariorum [...]




  • Bartolo: ad C. 4, 44, 2: dico si quod si venditor sciebat valorem rei, tunc per talia verba cessant remedia harum legum. sed si hoc ignorabat, tunc per talia verba non habebat animum donandi, nisi modicum ... et immo si quantitas est magna, apparet quod in contractu donationis est laesus, et sic habebit remedium huius legis

3. UMANESIMO GIURIDICO




  • Jacopus Cuiacius (1522-1590), Observationes, l. XVI cap. 18, in Opera omnia, III, Neapoli, 1722, 468 : Aequum erat subvenire venditori, qui minoris vendidit, quem plerumque necessitas res familiaris compellit vendere pretio minore [...], non etiam emptori ultro accedenti ad emptionem praedii saepe fraudandi causa et plerumque ementi pretio immenso et immodico affectione opportunitatis vel vicinitatis vel coeli, vel quod illic educatus sit, vel parentes sepulti [...]



  • Gerard Noodt (1647-1725), Commentarius ad Digesta seu Pandectas l.VIII tit.V De rescindenda venditione, in Opera omnia IV, ed. Neapoli, 1786, 102 ss.


De errore in pretio: “ veteres noluerunt, perfectam emptionem rescindi per causam soluti pretii paulo minoris [...] ceterum humanum esse, succurri circumscripto, si appareat, eum plus quam tolerabile sit, esse deceptum: quasi in tale damnum non fuerit consensum, non intellecto vero pretio; certe non ferat bona fides nimiam inaequalitatem in contractu, res humanas mutua utilitatis permutatione consolaturo, fueritque eo justior haec interpretatio:

...

veteres, damnum, quo de agitur, quantum sit, considerari: consilium daturo promissae rei modo. Eum tamen non determinarunt, magis judici ex bona fide aestimandum reliquerunt; primi modum (sic mihi videtur) ad certum adduxere Diocl. & Maxim. l. 2 C. de resc. vend. Rem maioris pretii si tu vel pater tuus minoris pretii distraxit, humanum est, ut vel pretium te restituente emptoribus fundum venditum recipias auctoritate intercedente iudicis, vel, si emptor elegerit, quod deest iusto pretio recipies. minus autem pretium esse videtur, si nec dimidia pars veri pretii soluta sit. Hoc illic. idemque iterantur in l. 8 eod. tit. quae est rescripta Euodiae. Post igitur hanc Diocl. & Max. definitionem minus pretium esse incipit, si laesio excedat dimidiumiusti veri pretii.”


  • Sulla tesi di Jac. Cuiacius relativa alla impossibilità di estendere la tutela al compratore, replica che l’istituto va applicato a tutti i contratti di buona fede “quia ante Diocl. ac Maxim. placuit in bonae fidei iudiciis, errorem aestimationis,, alteri nimis gravem, iudicis humanitate emendari: huc ducente clausula ex bona fide aut alia simili”.

4. GIUSNATURALISMO




  • Hugo Grotius (1583-1645), De iure belli ac pacis,

Lib. II, cap. XII, § 12

[1} Restat aequalitas in eo de quo agitur, in hoc consistens, ut etiamsi nec celatum quicquam sit quod dictum oportuit, nec plus exactum quam deberi putabatur, in re tamen deprehendatur inaequalitas, quanquam sine culpa partium, puta quod vitium latebat, aut de pretio errabatur, ea quoque sit resarcienda, et demendum ei qui plus habet reddendumque minus habenti : quia in contractu id utrimque propositum aut fuit, aut esse debuit, ut uterque tantundem haberet.

[2] Lex Romana hoc constituit non in quavis inaequalitate, minima enim non persequitur, imo et occurrendum censet multitudini litium, sed in satis gravi, ut quae dimidium iusti pretii excedit.



  • Christ. Thomasius (1655-1728), De aequitate cerebrina legis II Cod. de rescindenda venditione et eius usu practico, in Dissertationes academicae, ed. Halle 1777, III, 62 ss. recupera metodologie umanistiche e tenta di colpire con forza la stabilità di una tradizione, quella appunto del iustum pretium nella c.d. laesio enormis radicata nell’utrumque ius (che è cosa diversa da una critica, come quella interpolazionaistica, che coinvolge non solo il criterio dell’ultra dimidium, ma tutto il rescritto ora in C. 4, 44, 2; esattamente S. Solazzi, L’origine storica della rescissione per lesione enorme, in BIDR. XXXI, 1921, 70-71). Thomasius accentuan la onnipotenza della conventio pretii, unica vera espressione, a detta del giusnaturalista, del iustum pretium.

  • Non datur in statu libertatis ullius rei iustum aut humanum pretium ante conventionem, sed quod omne iustum pretium fiat demum ex conventione, idest ut iniustus audiat qui fidem datam servare nolit. Hoc est, iustitia postulat ut pretium, de quo est conventum, solvatur, ets promittens imprudenter egerit [...] cum... contrahentes, qua tales, inter se pro paribus, idest pari libertate gaudentibus, habeantur, inde necessario fuit utrumque ... in statu libertatis naturalis rem suam in comparatione ad rem alterius liberrime aestimare eique pretium dicere posse... ets plurimi pretia rerum aliter aestiment quam contrahentes, nulla tamen ratio est quae in stati libertatis stringat contrahentes ut pretia rerum in conventione sua determinent secundum arbitrium plurium.


iv La tradizione romano-iberica


9.Fuero Juzgo 5,4,7:

venditiones haec forma servetur… nemo propterea firmitatem venditionis inrrumpat eo quod dicat rem suam vili pretio vendidisse

… nessuno invalidi la vincolatività della vendita in quanto affermi di aver venduto il suo bene ad un prezzo inveriore al suo valore.


10. Las siete partidas

Part.V,5,56



Por miedo, o por fuerça comprando o vendiendo algun ome alguna cosa non deve valer;

ante dezimos que deve ser desfecha,la compra, si fuer provado que la fuerça o el miedo fue a tal, que lo ovo de fazer maguer le pesasse. e como quier que la vendida fuesse fecha por jura o por peño, o per fiadura, o por pena, que fuesse y puesta, non deve valer. Ca despues que la vendida o la compra, que es el principial, non vale, non deven valer las otras cosas que fuessen puestas por razon de ella. Otrosi dezimos, que se puede desfazer la vendida, que fue fecha, por menos dela meytad, del derecho precio, que pudiera valer en la fazon que la fizieron. E si el vendedor esto pudiere provar, puede demandar al comprador, quel cumpla sobre aquello que avia dado por ella, tanto quanto, la cosa estonce podria valer, segundo derecho. E si esto non quisiere fazer el comprador, deve desamparar la cosa al vendedor, e recebir del el precioque avia dado por ella. «E por menos del derecho precio»: podria ser fecha la vendida, quando dela cosa que vale diez maravedis, fue fecha por menos de cinco maravedis. Otrosi dezimos, que si el comprador pudiere provar, que dio por la cosa mas de la mitad del derecho precio, que pudiera valer en aquella fazon que la compro, que puede demandar se desfaga la compra, o que baxe el precio, tanto quanto es aquello que demas dio. E esto seria como si la cosa que valiesse diez maravedis, que diesse por ella mas de quinze…
Part.V,8,22 [De los frutos que se pierden o se destruyen por alguna occasion, que non es tenudo aquel que los arrienda de dar la renta que prometio por ellos]
11. Nueva Recopilación
Laesio enormis

Rec. 5,11,1= Nov.Rec. 10,1,2

Ord. de Alcalá XVI,1: Si el vendedor ó comprador de la cosa dixere, que fué engañado en mas de la mitad del justo precio, así como si el vendedor dixere, que lo que valió diez vendió por menos de cinco m., o el comprador dixere, que lo que valió diez dió por ello mas de quince; mandamos que el comprador sea tenido de suplir el precio derecho que valia la cosa al tiempo que fué comprada, ó de la dexar al vendedor, tornándole el precio que rescibió, y el vendedor debe tornar al comprador lo demas del derecho precio que le llevó, ó de tomar la cosa que vendió, y tornar el precio que recibió: y esto mismo debe ser guardado en las rentas y en los cambios y en los otro contratos semejables…


Buena fe

Rec.5,11,2=Nov.Rec. 10,1,3

Ley III Don Enrique IV en Madrid año 1458: «Qualquier que se obligare por qualquier contrato de compra o vendida, o troque, o por otra causa y razon qualquiera, o de otra forma o calidad, si fuere mayor de veinte y cinco años, aunque en el tal contrato haya engaño que no sea mas de la mitad del justo precio, si fueren celebrados los tales contratos sin dolo y con buena fe, valan, y aquellos que por ellos se hallan obligados, sean tenidos de los cumplir.».
Solus consensus obligat

Rec. 5,16,2 = Nov. Rec.10,1,1

Ord. de Alacalá XVII,1: Paresciendo que alguno se quiso obligar á otro por promisión ó por algun contrato, ó en otra manera, sea tenudo de cumplir aquello que se obligó, y no pueda poner excepción, que no fué hecha estipulación, que quiere decir, prometimiento con cierta solemnidad de derecho, ó que fué hecho el contrato ó obligación entre ausentes, ó que no fue hecho ante Escribano público, ó que fué hecha á otra persona privada en nombre de otros entre ausentes, ó que se obligó alguno, que daria otro, ó haria alguna cosa; mandamos, que todavia vala la dicha obligación y contrato que fuere hecho, en qualquier manera que parezca que uno se quiso obliga á otro.
Il diritto latinoamericano
12.

Instituciones de Álvarez III, 23 [p.100]: «Todos estos contratos son de buena fe por lo mismo que son bilaterales; pues en ellos están obligados los contrayentes á prestarse mutuamente varios oficios.»
CODICI CIVILI

Cc.Francese 1804

Buona fede

art.1134: «Les conventions légalement formées tiennent lieu de loi à ceux qui les ont faites.

Elles doivent être exécutées de bonne foi».

art.1135 «Les conventions obligent non seulement à ce qui y est exprimé, mais encore à toutes les suites que l’équité, l’usage ou la loi donnent à l’obligation d’après sa nature»
Lesione

art.1118


La lésion ne vicie les conventions que dans certains contrats ou à l’égard de certaines personnes, ainsi qu’il sera expliqué en la même section.
art.1674

Si le vendeur a été lésé de plus de sept douzièmes dans le prix un immeuble, il a le droit de demander la rescision de la vente, quand même il aurait expressément renoncé dans le contrat à la faculté de demander cette rescision, et qu’il aurait déclaré donner la plus-value.
art.1681

Dans le cas où l’action en rescision est admise, l’acquéreur a le choix ou de rendre la chose en retirant le prix qu’il en a payé, ou de garder le fonds en payant le supplément du juste prix…


Cc.Bol. 1836

Buona fede

art.725

Toda convención legalmente formada tiene fuerza de ley respecto de las partes contratantes. No puede ser revocada sino por consentimiento mutuo o por las causas que la ley autoriza. Debe ser ejecutada de buena fe
art.726

Las convenciones obligan no sólo a lo que se ha expresado en ellas, sino también a todo lo que la equidad, el uso o la ley concede a las obligaciones, conforme a su naturaleza
Lesione

art.1086


Si el vendedor ha sufrido en el precio de un immueble una lesión de la mitad del precio, tiene derecho a pedir la rescisión de la venta aun cuando haya renunciado expresamente en el contrato esta facultad y declarado que cedre el exceso del precio.

1090


En el caso en que la acción rescisoria es admitida, el comprador tiene la elección de volver la cosa, recuperando el precio que pagó, o de conservarla, satisfaciendo el resto del valor de ella…
[CcBolivia1975 lesion y imprevisión]

Diritto brasiliano


Ccomm. Bras. 1850

Buona fede

art.131: «Sendo necessario interpretar as clausulas do contracto, a interpretação, além das regras sobreditas, será regulada sobre as seguintes bases:


  1. A intelligencia simples e adequada, que fôr mais conforme a boa fé e ao verdadeiro espirito e naturaleza do contracto, deverá sempre prevalecer a rigorosa e restricta significação das palavras» [Nota: In conventionibus contrahentium voluntas potius quam verba spectari placuit L.219 Dig. De verb. sign.].


Esboço (1860-1867)

art.1954: «Os contratos devem ser cumpridos de boa fé, pena de responsabilidade pelas faltas segundo as regras do art.881. Eles obrigam não só ao que expressamente se tiver convencionado, como a tudo que, segundo a natureza do contrato, for de lei, equidade, ou costume».

art.1869 A lesão, só por se, não vicia os contratos….
Cc.Bras.1916 art.1090

«Os contratos benéficos interpretarse-ão estritamente».

[Observações: … outra foi a norma seguida pela maioria dos Códigos, … O alemão… que manda interpretar os contratos, segundo o exige a boa fé, em correlação com os usos admitidos nos negócios (§ 242)…].
Cc.Bras. 2001

Buona fede

art.421

Os contratantes são obrigados a guardare, assim na conclusão do contrato como em sua execução, os pricipios de probidade e boa-fé.


lesione

art.156

Ocorre a lesão quando uma pessoa, sob premente necessidade, ou por inexperiencia, se obriga a prestação manifestamente desproporcional ao valor da prestação oposta…


§ 2 Não se decretará a anulação do negocio, se for oferecido suplemento suficiente, ou se a parte favorecida concordar com a redução do proveito.
imprevisione

477


Nos contratos de execução continuada ou diferida, se a prestação de uma das partes se tornar excessivamente onerosa, com extrema vantagem para a outra, em virtude de acontecimientos extraordinarios e imprevisiveis, poderá o devedor pedir a resolução do contrato.


478

A resolução poderá ser evitada, oferecendo-se o rú a modificar equitativamente as condições do contrato.

Proyecto García Goyena 1851

buona fede art.978

Los contratos se perfeccionan por el mero consentimiento; y desde entonces obligan, no solamente al cumplimiento de lo espresamente pactado, sino también á todas las consequencias que, segun su naturaleza, son conformes á la buena fé, al uso ó la ley.
lesione enorme art.1164: Ninguna obligación ó convenio se rescinde por lesión, aunque sea enormísima, sino el los casos del artículo siguiente
1165

La obligaciones pueden rescindirse: 1) por via de restitución à las personas sujetas á tutela o curadoria;… 3) En los demas casos en que especialmente lo determina la ley.
1408

En los casos de los dos art. anteriores (vicios ocultos), el comprador puede optar entre separarse del contrato, abonándosele los gastos de este si él los pagó, ó rebajar una cantidad proporcional del precio á juicio de peritos….


1489

Si durante el contrato es preciso hacer alguna reparación urgente en la cosa arrendada, que no pueda diferirse hasta la conclusión del arriendo, tiene el arrendatario obligación de tolerar la obra, aunque le sea muy molesta, y aunque durante ella se vea privado de una parte de la finca.

Si la reparación dura mas de cuarenta dias, debe disminuirse el precio del arriendo á proporción del tiempo y de la parte de la finca de que el arrendatario se ve privado.

Si la obra es de tal naturaleza que hace inhabitable la parte que el arrendatario y su familia necesitan para su habitacion, puede este rescindir el contrato.



Cc chil. 1855

Buona fede

Cc.Cil. 1855 art.1546: «Los contratos debe ejecutarse de buena fe, y por consiguiente obligan no sólo a lo que en ellos se expresa, sino a todas las cosas que emanan precisamente de la naturaleza de la obligación, o que por la ley o la costumbre pertenecen a ella».
art.1441

El contrato oneroso es commutativo, cuando cada una de las partes se obliga a dar o hacer una cosa que se mira como equivalente a lo que la otra parte debe dar o hacer a su vez…


Adeguamenti art.1832

Si se vende el predio con relación a su cabida, y la cabida real fuere mayor que la cabida declarada, deberá el comprador aumentar proporcionalmente el precio; salvo que el precio de la cabida que sobre, alcance a más de una décima parte del precio de la cabida real; pues en este caso podrá el comprador, a su arbitrio, o aumentar proporcionalmente el precio o desistir del contrato… Y si la cabida real es menor que la cabida declarada, deberá el vendedor completarla; y si esto nole fuere posible, o no se le exigiere, deberá sufrir una disminución proporcional del precio.


Vizi redibitori art.1857; 1860

Se llama acción redhibitoria la que tiene el comprador para que se rescinda la venta o se rebaje proporcionalmente el precio por los vicios ocultos del la cosa vendida…/ Los vicios redhibitorios dan derecho al comprador para exigir o la rescisión de la venta o la rebaja del precio, según mejor le pareciere.

Lesione artt.1888-1890

El contrato de compraventa podrá rescindirse por lesión enorme.

El vendedor sufre lesión enorme, cuando el precio que recibe es inferior a la mitad del justo precio de la cosa que vende; y el comprador a su vez sufre lesión enorme, cuando el justo precio de la cosa que compra es inferior a la mitad del precio que paga por ella. El justo precio se refiere al tiempo del contrato.

El comprador contra quiens epronuncia la rescisión, podrá a su arbitrio consentir en ella, o completar el justo precio con deducción de una décima parte; y el vendedor en el mismo caso, podrá a su arbitrio consentir en la rescisión o restituir el exceso del precio recibido sobre el justo precio aumentado en una dima parte.


bilateralità funzionale artt.1928

… si se trata de reparaciones que no puedan sin grave inconveniente diferirse, será el arrnedatario obligado a sufrirlas, au cuando le priven del goce de una parte de la cosa arrendada; pero tendrá derecho a que se le rebaje entre tanto el precio o renta, a proprción de la parte que fuere.


1930

Y si es turbado o molestado en su goce por terceros que justifiquen algún derecho sobre la cosa arrendada, …, podrá el arrendatario exigir una disminución proporcionada en el precio o renta del arriendo, para el tempo restante. U si el arrendatario, por consequencia de los derechos que ha justificado un tercero, se hallare privado de tanta parte de la cosa arrendada, que sea de presumir que sin esa parte no habría contratado, podrá exigir que cese el arrendamiento.


Cc.Arg. (1869)

[buona fede]

art.1198: « Los contratos obligan no sólo a lo que esté formalmente expresado en ellos, sino a todas las consecuencias que puedan considerarse que hubiesen sido virtualmente comprendidas en ellos.».

buona fede e imprevisione

art.1198 Ley 17.711 1968

«Los contratos deben celebrarse, interpretarse y ejecutarse de buena fe y de acuerdo con lo que verosímilmente las partes entendieron o pudieron entender, obrando con cuidado y previsión.



En los contratos bilaterales conmutativos y en los unilaterales onerosos y conmutativos de ejecución diferida o continuada, si la prestación a cargo de una de las partes se tornara excesivamente onerosa, por acontecimientos extraordinarios e imprevisibles, la parte perjudicada podrá demandar la resolución del contrato. El mismo principio se aplicará a los contratos aleatorios cuando la excesiva onerosidad se produzca por causas extrañas al riesgo propio del contrato.

En los contratos de ejecución continuada la resolución no alcanzará a los efectos ya cumplidos.

No procederá la resolución, si el perjudicado hubiese obrado con culpa o estuviese en mora.»
Lesione art.954 rif.1968

Tambén podrá demandarse la nulidad o la modificación de los actos jurídicos cuando una de las partes explotando la necesidad, ligereza o inexperiencia de la otra, obtuviera por medio de ellos una ventaja patrimonial evidentemente desproporcionada y sin justificación… El accionante tiene opción para demandar la nulidad o un reajuste equitativo del convenio, pero la primera de estas acciones se transformerá en acción de reajuste si éste fuere ofrecido por el demandado al contestar la demanda.







Principi Unidroit

Principio di buona fede


6.2.1

Se l’adempimento del contratto diviene più oneroso per una delle parti, tale parte rimane ugualmente obbligata ad adempiere le sue obbligazioni, salvo quanto previsto dalle seguenti disposizioni sull’hardship.


6.2.2

Ricorre l’ipotesi di hardship quando si verificano eventi che alterano sostanzialmente l’equilibrio del contratto, o per l’accrescimento dei costi della prestazione di una delle parti, o per la diminuzione del valore della controprestazione e:



  1. gli eventi si verificano o divengono noti alla parte svantaggiata successivamente alla conclusione del contratto;

  2. gli eventi non potevano essere ragionevolmente presi in considerazione dalla parte svantaggiata al momento di conclusione del contratto;

  3. gli eventi sono estranei alla sfera di controllo della parte svantaggiata;

  4. il rischio di tali eventinon era stato assunto dalla parte svantaggiata.

6.2.3


(1)In caso di hardship la parte svantaggiata ha diritto di chiedere la rinegoziazione del contratto. La richiesta deve essere fatta senza ingiustificato ritardo e deve indicare i motivi sui quali `e basata.

(2) La richiesta di rinegoziazione non dá di per sé diritto alla parte svantaggiata di sospendere l’esecuzione;



(3)In caso di mancato accordo tra le parti entro un termine ragionevole, ciascuna delle parti puó rivolgersi al giudice.

(4) Il giudice se accerta il ricorrere di una ipotesi di hardship, può, ove il caso, a) risolvere il contratto… oppure b) modificare il contratto al fine di ripristinarne l’originario equilibrio.


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